Secondo gli indiani, il fiore di loto è il più bello di tutti i fiori. Simbolo di purezza, di bellezza incontaminata, di splendore inattaccabile: pur affondando le sue radici nel fango, il fiore spunta limpido e brillante dall’acqua, emergendo come purificato da tutto ciò che di male esista nel mondo.
Il fiore di loto è anche fondamentale nella mitologia indù: proprio a causa della sua purezza viene considerato come simbolo della manifestazione divina; non a caso nel Mahabarata, poema epico indù, Brahma viene indicato come colui che è nato nel fiore di loto. E infatti il mito prende spunto da un racconto secondo il quale Brahma sarebbe sorto da un fiore di loto nato dall’ombelico di Vishnu mentre questi era assorto in meditazione. Così come Brahma è rappresentato seduto sul loto spuntato dall’ombelico di Vishnu, anche le altre divinità della triade indù, Vishnu e Shiva (cone le mogli Sarasvati, Lakhsmi e Parvati) sono rappresentate su un trono di loto.
Ancora più significativa la formula rituale della preghiera buddista: “Om mani padme hum” che significa “onore a te, gioiello nel fiore di loto”, intendendo che il gioiello, simbolo di dio, risiede proprio nel fiore di loto